Amiga Classic: Storia di una Rivoluzione Dimenticata

Con Amiga Classic si intendono gli Amiga prodotti da Commodore, ancora utilizzati con profitti da un'agguerrita comunità. Il nuovo Amiga, chiamato ora Amie ora AmigaNG, ha poco a che vedere con Amiga Classic, se non lo stesso mandato ideologico: innovare con Semplicità, Eleganza ed Efficienza. Ecco l'incredibile storia di una rivoluzione ignorata, ma importante. Un grande errore che l'informatica ha pagato a duro prezzo… Da non ripetere.


Basta sfogliare una qualsiasi rivista d'informatica per essere letteralmente bombardati da slogan reclamizzanti questa o quella fantastica caratteristica fondamentalmente necessaria per qualsiasi utilizzo - serio o faceto che sia - del macchinario. Grafica smagliante, suono stereo, GUI semplice da utilizzare ma accattivante e flessibile, costi di manutenzione (TCO) ridotti, e schemi hardware sempre più compatti e integrati. Pare questo il futuro dell'informatica, ma, se ci guardiamo alle spalle, noteremo con sorpresa che tutto questo già esisteva.

PRELUDIO

Infatti, nel lontano 1983, all'albori della telematica di massa, fare del "computing" non era affatto semplice come oggi. E il sovrapporsi di sistemi completamente diversi e incomunicabili tra loro fomentava una spietata selezione naturale. Infatti ne esistevano diverse categorie, computer, home computer, personal computer, e il mercato era spartito tra 6 aziende, la Commodore Business Machine (CBM), la IBM, la Apple, Olivetti, mentre la Sinclair era in declino, ormai, e si affacciava l'ATARI di Tramiel, ex Commodore...

L'Atari fu discretamente in auge nei primi anni ottanta, grazie al VCS2600, che costituì un successo per l'epoca. Una consolle a cartucce, dai tempi di obsolescenza lunghissimi: furono prodotti giochi fino ai primi anni 90'.
Il suo progettista, uomo dal poliedrico ingegno, Jay Miner, realizzò, insieme al team degli ingegneri della HiToro, una piccola azienda Californiana, un sistema integrato in un chipset rivoluzionario che avrebbe reso di botto ogni piattaforma preesistente ferraglia. Un vero Killer computer.
All'epoca era facilissimo sbagliare, e ancora più facile era vedersi rubare un'idea per via dello spionaggio industriale. E per questo, ci fu una selezione spietata, per evitare problemi, soffiate o tragici errori di progettazione. Serviva affiatamento, comprensione, collaborazione. Le idee dovevano scorrere libere, ma essere ordinate. Come fare?

La prova della Pizza.
"Dopo la selezione il candidato era invitato a mangiare una pizza insieme ai suoi futuri compagni di lavoro, solo se superava questa prova, mostrando di essere degno di fiducia, era ammesso nel team."
Così J. Mical descriveva questo passaggio cruciale. Ore e ore passate su schemi, sui tavolini, e rimesse in discussione di fronte alla pizza alla salsiccia, piatto preferito dal team di sviluppo e, della loro piccola mascotte, quel cucciolo che firmò con la sua orma l'Amiga 1000, insieme ai loro nomi, Jay Miner, Karl Sesserath, Andy Finkel, J.Mical. Piccola curiosità: lo volete vedere? Se conoscete un amico con l'Amiga 500+, o il 600, col Workbench 2.0x, c'è una immagine di quel team.
Quanti ricordi; all'epoca una saldatura in più o in meno faceva la differenza tra un fiasco e un successo.
Ma, Hi Toro faticava a rientrare nelle spese di finanziamento al reparto di ricerca, e non poco. Lo sviluppo procedeva marcato, le soluzioni c'erano, le idee pure. Miner ormai lavorava anche di notte, in pigiama, davanti ai suoi schemi, protestava quando le Vax che dovevano eseguire le simulazioni non erano disponibili, e reclamava più danaro alla Hi Toro, che, aiutandosi con la vendita di joystick forniva la linfa necessaria, ma, non bastava.

Sassenrath, fece un piccolo miracolo: riuscì, una volta che il simulatore era completo (Tre Workstation. Tre per i primi tre chip, Daphne, Porthia e Paula, pensare che potenza per l'epoca!), a scrivere l'exec in meno di tre settimane. La sinergia era perfetta. Sistema operativo e hardware pulsavano insieme, Lorraine, il nome della moglie di Dave Morse, presidente della Hi-Toro, divenne il nome del progetto.
Lorraine crebbe secondo le direttive dei suoi papà: Miner, Mical a fianco di Sansserath e Finkel lavorarono fianco a fianco, e per esempio, quando fu mostrato agli sviluppatori del software il progetto del Blitter furono proprio questi a suggerire l'implementazione di una sezione in grado di disegnare le linee via hardware. E così fu fatto. Una idea? Si può modificare la ferraglia per farla in nativo? Fatto.

Ma con questo modus operandi, c'era un rischio fatale: i fondi sarebbero finiti prima del tempo. E, ahimè, arrivò la vigilia di Natale del 1984, e il prototipo non era ancora completo.
Servivano investitori, bisognava presentare qualcosa di pronto, definitivo operativo entro gennaio. Come fare? Era un'impresa disperata, da pazzi, e i nostri eroi ci riuscirono, lavorando giorno e notte, meritandosi il nomignolo di "Dancing fools", i "pazzi danzanti".
Furono soprannominati così perché per restare svegli di notte alzavano la radio a tutto volume e accennavano passi di danza, per mantenersi svegli mentre le simulazioni continuavano. Sansserath ebbe poi un colpo di genio. Mise un cicalino al termine della ricompilazione del moduli software, così poteva appisolarsi, per svegliarsi a operazioni completate. Lavorarono veramente duro: la sezione software era avanti con i tempi e tentarono di emulare via software alcune funzioni dell'hardware. Ma alla fine il prototipo fu costruito, anche se molto diverso da come apparì sul commercio.
Immagina una stanza, tavoli, tavoli, tavoli, e schede, schede e schede, collegate tra loro da centinaia di fili. Il computer di Jeeg Robot d'acciaio?
Uguale.

Scherzi a parte, le parti mancanti furono affidati ad un computer SUN. Nel Gennaio del 1984 al C.E.S, una fiera informatica, la Hi-Toro volle stupire tutti: c'era un rivoluzionario sistema di puntamento a tappeto, dove muovendosi il giocatore, allo stesso modo il personaggio sul teleschermo si muoveva. E, un gioco che avrebbe girato sul nuovo sistema, lo avrebbe sfruttato. Qui nacque il famoso "Guru Medition Error", proprio per l'ambientazione esotica del gioco. Lorraine incantò tutti, con un demo. Una palla, che rimbalzava, in tempo reale, con effetti audio. Rossa, bianca. Per l'epoca era straordinario.
Era nato il Boing (oggi mascotte di Amiga Inc ndP).

Persino Jobs, papà della Apple, lo ammirava stupito. Era nato un mito, ma non si vive di sogni, e allora, in tempi brevi, presto bisognava reperire un investitore.
Erano mesi che i nostri non ricevano lo stipendio, e i tempi stringevano, dannatamente. I creditori bussavano insistentemente alla porta, la Hi Toro era nei guai, neri.
Lorraine e i suoi papà dovevano cambiare casa, e subito. Si fece allora avanti Jack Tramiel, ex Commodore, che, dopo aver portato l'azienda tedesca ai vertici con i mitici Vic 20 e Commodore 64, e aver sbagliato di grosso con altri progetti fallimentari, era scappato nella Atari, portando con se parte del corpo organico Commodore.
E quale più ghiotta occasione, che lucrare su Lorraine, per infliggere uno schiaffo morale alla Commodore, e portarsi a casa, quello che sarebbe potuta diventare una eccellente consolle da gioco, vanificando l'idea originale di computer polifunzionale? [si veda la tesi di laurea di Amanda Mazzocchi]

"Fermiamo l'affare con 500.000$, se non perveniamo ad un accordo tra un mese ci ridate indietro l'anticipo." Accettarono. Il pegno era Lorraine, che piano piano stava diventando grande, da una piccola bambina, cresceva, e diventava Amiga.

Ma Jack sapeva bene come muoversi, e il "regalo" divenne presto un contratto capestro.
Dopo un mese, offrì meno di un dollaro per azione e si rifiutò di trattare. La sua idea era semplice, e se fosse stata realizzata, a quest'ora il mercato informatico sarebbe senz'altro stato ben più povero. Nessuna presunzione o fanatismo. Molte delle idee alla base di AmigaOS sono poi migrate in altre piattaforme. Lorraine sarebbe stata letteralmente smantellata, e la suo tecnologia assorbita nei computer Atari.
Immaginate l'Atari ST520...tutto in mano Atari, sviluppo, commercializzazione, e produzione. Basta. Era morte certa. Non ne poterono più, e sdegnosamente rifiutarono. Lorraine sarebbe morta, piuttosto che trasformata in una balia o peggio, in un giocattolo. Ma Jack sapeva come agire, e comunque, Lorraine sarebbe stata sua.

Ma come nelle belle favole, il principe azzurro arrivò, sotto forma dell'acerrimo nemico della Atari, il principe tradito dal generale cattivo, la Commodore, a riprova che le grandi rivoluzioni nascono da un tornaconto economico.
A soli tre giorni dall'ultimatum la Commodore offrì 4.25 $ ad azione, e Mr. Morse sorrise. Si lanciò nell'ufficio di Tramiel, che ghignando gli porse il contratto di cessione. Dave pose l'assegno da 500.000 $ sulla scrivania ed usci senza salutare.

Era davvero un nuovo inizio, ma come in tutte le favole, il principe partì in guerra, e la principessa rimase ad attenderlo...

Continua...


www.spippolo.it