NOONDA

Sito di protesta contro l'installazione di antenne a alta frequenza nei pressi delle abitazioni di Tobbiana (PO) e contro tutte le antenne selvagge
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IL COMITATO "NO ONDA" CHIEDE L'AIUTO DI TUTTI PER LA DIFESA DELLA NOSTRA SALUTE ISCRITI ALLA MAILING LIST

20 ANNI FA L'AMIANTO OGGI LE ANTENNE, NON APETTIAMO CHE SIA TROPPO TARDI PER FARE QUALCOSA NON VOGLIAMO DIVENTARE STATISTICHE, DIFENDIAMO IL NOSTRO DIRITTO ALLA SALUTE

 

Lunedì 27 gennaio 2003 e' stata installata un antennone (stazione radio-base) alto 8 metri sul tetto di una casa di 4 metri nella frazione di Tobbiana (PO). La gente del paese ed in particolar modo di Via per Casale è scesa spontaneamente in strada e ha cercato con metodi di resistenza passiva di bloccare la grù che stava issando al cielo il palo dell' antenna. Sul posto sono arrivate le forze dell' ordine ( polizia municipale , carabinieri , digos ), rappresentanti delle autorità politiche del quartiere Prato Sud, alcuni consiglieri comunali nonché alcuni rappresentanti di Rifondazione Comunista. Dopo lunghe ore di trattative tra operai , rappresentanti del gestore, forze dell'ordine, politici e la gente scesa in strada la gru ha elevato al cielo la stazione radio-base sulla casa. Non abbiamo potuto impedirlo perché nel settembre 2002 era stato varato il "Decreto Gasparri". Tale decreto dice in sostanza che le società di telefonia mobile possono installare dove vogliono le loro antenne. Le uniche cose di cui hanno bisogno è un accordo con il proprietario del terreno o dell' immobile e di una D.I.A. ( denuncia inizio attività) al comune. Le forze politiche presenti ci hanno rassicurato dicendoci che comunque non sarebbe stata attivata e che avrebbero trovato il cavillo per farla smontare del tetto.

 

Passano i mesi e la gente di Tobbiana è impotente e rassegnata a quel "coso" montato su quella casa perché ci avevano assicurato che non sarebbe entrata in funzione.Comunque continua a informarsi e a bussare a tutte le porte. La rabbia del paese sembra oramai spenta ma è brace viva che brucia sotto la cenere della delusione per il sopruso autorizzato dal decreto Gasparri.

 

Il 3 ottobre 2003 la corte costituzionale dichiara INCOSTITUZIONALE il Decreto e i Tobbianesi sperano che finalmente il famigerato "coso" verra tolto.

 

Il Comune ora che ha nuovamente il potere di decidere la legittimità dell'impianto assicura che si finalmente e' attivato per la rimozione.

 

Martedì 14 Ottobre 2003 arrivano gli operai della TIM a installare un nuovo ripetitore.

 

Come una fenice la fiamma della protesta riprende vita e brucia con ardore.La gente scende nuovamente in strada. Agli operai della TIM viene impedita l'installazione del nuovo ripetitore perche forti della sentenza della costituzionale ritengono illegittima la nuova installazione. Arrivano le forze dell' ordine , ma questa volta non ci possono bloccare.La gente organizza un picchetto ed una ronda per vigilare che non venga montata anche questa antenna. Dopo 3 giorni di picchetto arriva l'ordinanza del comune che blocca i lavori per illegittimità derivata.

Ma le sorveglianza continua e il 20 Ottobre 2003 tornano alla carica gli operai dell' ENEL che vogliono installare un contatore per la nuova antenna.Ma sono nuovamente bloccati dalla gente forte dell'ordinanza comunale.

Nel frattempo è nato il Comitato "NO ONDA".Vengono raccolte adesioni in ogni parte di Tobbiana. Il Comitato "NO ONDA" Mercoledì 22 Ottobre organizza un assemblea pubblica nei locali della Parrocchia per spiegare le ragioni della protesta. La partecipazione è numerosa e attiva.

 

Gennaio 2003

Un sopruso si sta consumando sotto i nostri occhi senza che nessuno quasi se ne accorga. Tutto è iniziato quando il gestore H3G ha vinto la gara di appalto per la licenza dei telefonini di nuova generazione (U.M.T.S.).Questi nuovi telefoni cellulari o videofonini per il loro funzionamento usano delle tecnologie simili a quelli di vecchia generazione (i G.S.M.). La nostra zona gode di ottima copertura per il cellulare essendo già numerosi i ripetitori installati (il più vicino è quello accanto al cimitero di Tobbiana).Il gestore ha cominciato a sondare la zona di Tobbiana (Prato) alla ricerca di un posto dove installare i propri ripetitori. Dopo avere contattato alcuni Tobbianesi proprietari di terreni e case è infine stato accolto da un nostro compaesano che, senza neppure chiederci il nostro parere, ha dato il suo assenso. Sembra impossibile ma è solo la verità. Dimostrazione di ciò e' il cartello affisso davanti a casa sua in Via per Casale in cui , come da obblighi di legge, denuncia l'inizio di un attività edilizia. Come e' ben noto a tutti gli impianti ad alta frequenza possono essere causa delle più svariate malattie (tumori, leucemie, malformazioni, etc...). Come se non bastasse l'installazione di questo impianto provocherà (come confermato da agenti immobiliari della zona) una notevole svalutazione di immobili e terreni. Gli abitanti Tobbianesi di Via per casale non sono rimasti con le mani in mano e hanno autoconvocato una riunione Venerdi 24 gennaio 2003 alle ore 21 nei locali nei del circolo ARCI F.Bini “La Fattoria” di Tobbiana per decidere una linea comune di comportamento

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